Il 3 gennaio sono andato a vedere il film tratto dal famoso romanzo di Federico de Roberto, "I vicerè", regista Roberto Faenza, caratterizzato da un cast a mio parere un po' discutibile (troppo televisivo), ma devo ammettere che erano tutti molto calati nelle loro parti.
La vicenda, ambientata tra il 1850 e il 1880, viene narrata dal giovane Consalvo (Alessandro Preziosi), ultimo discendente della famiglia degli Uzeda, la quale portava l'altissimo titolo di Vicerè di Sicilia, e parla degli intrighi del padre di Consalvo, il principe Giacomo (Lando Buzzanca), il quale, dopo la morte di sua madre (la principessa Teresa) riesce a escludere il fratello, il Conte Raimondo, dall'eredità e tiranneggia su tutta la sua famiglia, impedendo e ordendo matrimoni. Il giovane Consalvo, obbligato dal padre ad andare in monastero, a 9 anni, insieme al cugino Giovannino (secondogenito del conte Raimondo), ne fugge dopo l'arrivo di Garibaldi; assiste all'amore impossibile fra la bella sorella Teresa (Cristina Capotondi) e Giovannino (scartato dal Principe perchè secondogenito, in favore del suo fratello maggiore, il brutto e stupido conte Michele), rompe i rapporti con il padre, poi, apprendendo anche da quest'ultimo che una certa dose di crudeltà è necessaria per sopravvivere ai rapidi cambiamenti politici del giovane Regno d'Italia, entra in politica con successo. Fanno da cornice ecclesiastici corrotti, politici spregiudicati, donne interessate, ma anche figure di santi uomini.
Il film riflette molto lo spirito del romanzo, al centro del quale c'è questa famiglia senza affetto e il duro rapporto fra un padre tirannico e un figlio che non si fa domare, e l'interpretazione di Lando Buzzanca è eccellente.
Come anche il "Gattopardo", questa vicenda analizza il momento traumatico del passaggio dal regno borbonico al regno dei Savoia visto da un nobile, in questo caso, però, sotto un'ottica molto diversa: Consalvo è un personaggio machiavellico, pronto a sfruttare tutte le occasioni che gli si offrono, diversamente dal conservatore principe Fabrizio (protagonista del Gattopardo), affezionato ai privilegi del regime borbonico, ma che accetta il regno d'Italia come un male obbligatorio (infatti vota il sì per l'annessione).
Bellissimi i costumi e le ricostruzioni dell'epoca.

L'ultimo film al Cinema? Una mostra o un'esibizione? La Soap Opera in tv o lo spettacolo dell'altra sera? Questo è il posto giusto per parlarne.


